Cuba Libre [ROMA-JESI]

Cuba

LM

cubaFermare uno stato di agitazione interna nella figura rassicurante, e fissa, di chi si ha di fronte. Mai provato? Non funziona con tutti. Quando treno e cuore viaggiano alla stessa velocità, qualcuno ci regala un segnalibro in carne e ossa. Lettore dall’ assetto e aspetto anni settanta, gli occhi piccoli di chi, oltre alla montatura giallo ocra pallido, lascia il sospetto di una gradazione oculare non proprio ottimale. Il suo zaino cede, all’equilibrio precario del treno; e cade, due volte di seguito. Questo me lo rende subito simpatico, perché tra simili la simpatia è prima di tutto un respiro di sollievo. Lui è pacifico, cambia espressione con riguardo al cambiare del libro preso in mano. I libri sono due, alterna la presa usando tutte e due le mani. Probabilmente sta programmando un viaggio importante. Diventa un tandem: a ben vedere anche i lettori sono due. Il guanto con cui sfoglia il romanzo, quello con la giornalista in copertina, prevede una faccia assorta. Il lettore della guida di Cuba, invece, sfila il guanto…

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novegennaio, giovanni truppi

Il fatto è che non c’è, preghiera, laica, più bella

amici nello spazio
Sono con un amico mio
è la sera del 6 Gennaio e siamo a S. Martino

È il mio ultimo giorno a Napoli
sono qui per le vacanze di Natale
Piove ma non fa tanto freddo e non c’è troppo casino

Un po’ guardiamo la città
e un po’ ci guardiamo tra di noi
Parlando di Lavezzi
e della solitudine degli eroi

e gli racconto
che da un po’ di tempo
spesso mi viene in mente quella poesia di Dante
quella dove lui diceva

quanto mi piacerebbe
che il tempo si fermasse

mentre io me ne sto su una barca con un paio di amici miei
e qualche amichetta
a parlare d’amore e a cazzeggiare

tipo i video dei rappers americani

e poi gli dico

che non me li aspettavo tutti questi addii
pensavo che ogni cosa che amavo
poi rimaneva mia

però pensavo male
e il fatto è che non c’è
una regola o una morale
da ricavare

Sono con lo stesso amico mio
È una sera di alcuni ani dopo
lo stringo vicino

Siamo affacciati da una finestra qualunque
sopra un cortile qualunque
ma questa note ci sentiamo vicinissimi al nostro destino

Parliamo del male
in generale
di quello che abbiamo ricevuto
e di quello che commettiamo noi

e lui mi dice

lo senti

il rumore dell’Universo

in questo momento?

ti posso dare un bacio

sulla bocca?

lo sai

che noi non moriremo mai?

io penso che no
che non lo so

ma non glie lo dico

e poi gli do un bacio

a questo mio amico

Giovanni Truppi  https://www.youtube.com/watch?v=KW4SuaLvN3E

Il privilegio di essere un guru [ROMA]

LM

guru

Battistini. Roma. Inverno. C’è già una figura che si staglia sullo sfondo e sulla banchina. Senza sbavature, è pulito e perfetto nelle linee, ‘buona forma’ insomma. Capelli ricci, un poco brizzolato appena sopra alla fronte. Il Profilo destro è quello che offre a me. Cappotto striato, tra il giallo e il verde. Il libro compare sulla scena in un secondo momento, estratto dalla tasca continuando a guardare di fronte. Le scarpe da ginnastica non c’entrano nulla con il resto, ma vanno d’accordo con l’aria scanzonata da un sopracciciglio giù e uno su. Entriamo in metro, Lettore che legge ci riserva il Profilo mancante e complementare. E’ garbatissimo; giusto due segni (intorno alla bocca) che ogni tanto diventano più marcati e disegnano due parentesi tonde vere e proprie, includendo un abbozzo di sorriso. Ma l’abbozzo, ahinoi, è solo un affluente che sfocerà in ripetuti sbuffetti di risata. Leggere il titolo mi lascia (non…

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The Readers Club: Pastorale americana/ Fiducia e sfiducia [PADOVA-ROMA]

E auguri soffiati

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manu

Sarebbe più corretto dire di cosa non si è parlato, in queste tre ore e diciassette di viaggio.  Eppure, due libri c’erano. Solo che sono rimasti sulle ginocchia di ognuno, come due segnaposto, diventando spettatori effettivi. Fissavano due, sconosciuti. Di ritorno da due, esami importanti (in due, diverse città) (ma diretti nella stessa). Difficile descrivere uno senza descrivere l’altro, perlomeno in questa piccola istantanea lunga centonovantasette minuti. Magari dall’alto si vedevano capelli biondi e spettinati sulla sinistra, neri come la pece sulla destra. Senza barba, “perchè cresce a chiazze”, “sai, non è il caso”. Magari dal sedile successivo si percepiva il suono di due voci basse e discrete, che però non mollano, dimenticando di prendere fiato. Magari ricordavano la costanza e il ritmo di una ninnananna, semplicemente? Lettore di destra inizia il viaggio con giacca e lo termina con maniche arrotolate della sola camicia; vale a dire, anche in…

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Il Natale di Poirot [ROMA]

LM

il-natale-di-poirot Mia nonna li chiamava ‘calamari’.
Le occhiaie. Quelle bluette, ma anche violetto, insomma color star light. Quelle che sono davvero il migliore amico dell’uomo da piccolo. Se hai la fortuna di averle, ti accompagnano per tutta la vita. Non sono borse, non si tratta di gonfiore. E’ un questione di colore, semplicemente.
Ecco, di grigio e ‘viola calamari’ vestita, c’è una signora con gli occhiali massicci, quelli di chi fatica a vedere lontano, ma ha cura dei particolari. Ci sorridiamo subito, a caso. Magari è lo stesso violetto sotto gli occhi che ci ha fatto trovare. A Barberini siamo una di fronte all’altra. Lei seduta, io in piedi appesa al maniglione, perpendicolare. Mi da un colpetto alla borsa, sussurra “c’è posto, signorina”. Mi siedo, mi sento meglio. Sei proprio come la mia nonna, avete la stessa età e gentilezza di quando me la ricordo, con la pelle liscia e quei…

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Diario [ROMA]

diciassettenovembre, “look how they shine for you”

LM

tomtomEppure, stavolta è una dedica a essere protagonista. Lettore è seduto, altissimo, si capisce da come e quanto è incrociata la gamba sinistra sulla destra: l’espressione decisiva di chi non è abituato al lusso di due sedili tutti per sé. Ha un cappotto di dubbia modernità, un paio di mani (bellissime) (che sanno di talco e “di mattina presto” secondo me) e una busta di plastica. Dentro c’è un miniciclamino violetto che non ne vuol sapere di stare la dentro. Se sorride, Lettore,  ci sentiamo subito meglio in più di uno. Solo interrogandoci da dove arrivi, con quella faccia un po’ così e quell’ espressione un po’ così. Sta leggendo, ma puntualmente torna alla prima pagina, dove c’è un indiziato speciale, Vostro Onore. Inizia con “Etty trova…”. Chissà cosa (r)accorda quella dedica, alla quale Lettore ritorna con ritmo regolare e disciplinato, come se aggiungesse ricordi e pezzetti da significare…

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The Readers Club: Copia-e-incolla/ La Primavera di Cosroe [ROMA]

Caos

LM

primavera diFila di quattro sedili, metro A, itinerario imprecisato tra Valle Aurelia e Pontelungo. A guardarli vicini, questo è il contrasto perfetto. Anche se lui,a destra, è in tenuta da lavoro e lei è vestita da sua figlia ribelle. Anche se tutto lascia intendere che a lui manchi una giacca, e molto più di una fermata di metropolitana prima di sciogliere il nodo della cravatta. E  che il bianco e nero dell’abito (e degli occhi) sia comunque addolcito dai colori gentili della copertina; c’è una Tavolozza fra gli editors, lo so. Che stavolta è stato scelto il petrolio, o l’oliva, o un allegro mistilingue dei due, per dare letteralmente un tono a Lettore, accompagnato da La primavera di Cosroe. Quei colori sanno di mousse, lo voglio sapere. Cinquanta sfumature di mousse. Lei, sulla sinistra, in piedi. E’ coloratissima, a righe, a pois, ha tutto ciò che serve per essere in disordine…

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