novegennaio, giovanni truppi

Il fatto è che non c’è, preghiera, laica, più bella

amici nello spazio
Sono con un amico mio
è la sera del 6 Gennaio e siamo a S. Martino

È il mio ultimo giorno a Napoli
sono qui per le vacanze di Natale
Piove ma non fa tanto freddo e non c’è troppo casino

Un po’ guardiamo la città
e un po’ ci guardiamo tra di noi
Parlando di Lavezzi
e della solitudine degli eroi

e gli racconto
che da un po’ di tempo
spesso mi viene in mente quella poesia di Dante
quella dove lui diceva

quanto mi piacerebbe
che il tempo si fermasse

mentre io me ne sto su una barca con un paio di amici miei
e qualche amichetta
a parlare d’amore e a cazzeggiare

tipo i video dei rappers americani

e poi gli dico

che non me li aspettavo tutti questi addii
pensavo che ogni cosa che amavo
poi rimaneva mia

però pensavo male
e il fatto è che non c’è
una regola o una morale
da ricavare

Sono con lo stesso amico mio
È una sera di alcuni ani dopo
lo stringo vicino

Siamo affacciati da una finestra qualunque
sopra un cortile qualunque
ma questa note ci sentiamo vicinissimi al nostro destino

Parliamo del male
in generale
di quello che abbiamo ricevuto
e di quello che commettiamo noi

e lui mi dice

lo senti

il rumore dell’Universo

in questo momento?

ti posso dare un bacio

sulla bocca?

lo sai

che noi non moriremo mai?

io penso che no
che non lo so

ma non glie lo dico

e poi gli do un bacio

a questo mio amico

Giovanni Truppi  https://www.youtube.com/watch?v=KW4SuaLvN3E

Il privilegio di essere un guru [ROMA]

LM

guru

Battistini. Roma. Inverno. C’è già una figura che si staglia sullo sfondo e sulla banchina. Senza sbavature, è pulito e perfetto nelle linee, ‘buona forma’ insomma. Capelli ricci, un poco brizzolato appena sopra alla fronte. Il Profilo destro è quello che offre a me. Cappotto striato, tra il giallo e il verde. Il libro compare sulla scena in un secondo momento, estratto dalla tasca continuando a guardare di fronte. Le scarpe da ginnastica non c’entrano nulla con il resto, ma vanno d’accordo con l’aria scanzonata da un sopracciciglio giù e uno su. Entriamo in metro, Lettore che legge ci riserva il Profilo mancante e complementare. E’ garbatissimo; giusto due segni (intorno alla bocca) che ogni tanto diventano più marcati e disegnano due parentesi tonde vere e proprie, includendo un abbozzo di sorriso. Ma l’abbozzo, ahinoi, è solo un affluente che sfocerà in ripetuti sbuffetti di risata. Leggere il titolo mi lascia (non…

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