E Perchè?

C’era una volta Un Cosa; e Una Come,
entrambi alla ricerca tormentosa di un Perchè.
Cosa prende un cono con la panna sotto, Come si frustra con la coppetta al caffè.  Cosa e Come, la sera del Primo Maggio 2012, si ritrovano insieme a scambiare un po’ di coraggio.A ricordarsi a vicenda quanto l’uno abbia bisogno dell’altro. Cosa e Come parlano due lingue diverse (si?), appuntite al punto di puntare ad armi affilate, ma di finire a farsi il solletico.Cosa e Come proprio non si capiscono, ma si vedono senza dirselo.

Cosa e Come proprio non si capiscono, ma nel chiedersi spiegazioni ridono tanto. E non si danno fastidio, nel riso reciproco. E’ affetto, è solo affetto.Cosa e Come si mettono d’impegno e si trovano a tirar su una linea del tempo rigorosa, che è il loro Perché. Ma non lo sanno.Il Perché è arrivato quando si sono ritrovati vicini, la sera tardi di Un Primo Maggio, a voler fare insieme una Linea del tempo.

Cosa e Come hanno riso così tanto del fallito tentativo di riempire con armonia la Linea suddetta che hanno deposto le armi e si sono detti Vabè, Via!
Come è partita il giorno seguente, non si è più fermata. E’ passata per una casa, per le sabbie mobili, per la calamità naturale ritrovandosi a Roma, come La Pimpa.
Cosa è partito anche lui, ha-cicatrizzando le conseguenze di una grande scelta lavorativa e di vita, a Luglio si sposa.
Non ce lo siamo mai detti, ma il testo criptato, mentre il gelato ci scolava addosso, e pure la tua pazienza (di fronte a voli di parole a te incomprensibili) era questo. Ci vorremo bene per sempre, perché siamo una molla, che si veste da fune, ma non si spezza. Terremo gli estremi finchè saremo vivi, io lo so.
Cosa e Come, che nemmeno lo sapevano e si stavano perdonando a vicenda, proprio negli errori sgraziati e sgrammaticati di quella lingua che gli stava regalando il Perché; sotto forma di molla-che-si-veste-da-fune-manonsispezza, più o meno dalla panna sotto del cono fino all’infinto. E oltre, oltre tutte le imprecazioni del mondo!

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